Come si legge un’etichetta di Chianti Rufina: guida senza fronzoli

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Un’etichetta di vino contiene informazioni obbligatorie per legge, informazioni facoltative e informazioni puramente decorative. Il problema è che sono tutte scritte con lo stesso carattere e con la stessa aria di importanza.

Ecco come separarle, con una bottiglia di Chianti Rufina in mano.

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1. La denominazione: la scritta che conta di più

Chianti Rufina DOCG” non è un nome commerciale: è una denominazione di origine controllata e garantita. Significa che il vino rispetta un disciplinare che stabilisce l’area di produzione, i vitigni ammessi, le rese, i tempi minimi di affinamento.

La Rufina è la sottozona più piccola e più alta del Chianti, a nordest di Firenze, lungo la valle della Sieve. Vale la pena impararla a riconoscere: è una delle denominazioni toscane con il miglior rapporto tra qualità e prezzo, proprio perché è poco conosciuta rispetto al Chianti Classico.

Se sull’etichetta c’è scritto “Riserva“, il disciplinare richiede un periodo di affinamento più lungo prima della commercializzazione.

2. L’annata

L’anno della vendemmia. È l’informazione più sottovalutata e una delle più utili, per due motivi.

Il primo: dice quanto è vecchio il vino, e quindi in che fase della sua vita lo stai bevendo. Il secondo: dice com’è andata la stagione. In una zona di montagna come la nostra, dove si vendemmia tardi e il rischio meteo è reale, le annate si somigliano molto meno che in zone più calde e prevedibili.

Un consiglio: se una bottiglia ti è piaciuta, segnati l’annata insieme al nome. È metà dell’informazione.

3. “Imbottigliato all’origine” (o dal produttore)

Una formula noiosa che dice una cosa importante: chi ha coltivato l’uva è anche chi ha fatto e imbottigliato il vino. È diverso da “imbottigliato da” seguito da un indirizzo qualsiasi, che può indicare un imbottigliatore terzo o un vino acquistato sfuso.

Nel nostro caso il percorso di ogni bottiglia è seguito dalla vigna alla cantina alla bottiglia, e quando vieni a trovarci ti accoglie chi lo fa.

4. La certificazione biologica

La foglia verde con le stelle è il logo europeo del biologico. Accanto trovi il codice dell’organismo di controllo e l’indicazione dell’origine delle materie prime.

Non è un’autodichiarazione: implica ispezioni annuali di un ente terzo, in vigna e in cantina. Dal 2012 la normativa europea copre anche la vinificazione, quindi si può parlare propriamente di vino biologico e non solo di “vino da uve biologiche”.

A Frascole coltiviamo così dalla fondazione dell’azienda, nel 1992, e siamo certificati dal 1999 sia per i vini sia per l’olio.

5. “Contiene solfiti”

Scritta obbligatoria se la solforosa supera una soglia minima, il che accade praticamente sempre. È un’informazione allergenica, non un giudizio di qualità.

Chiariamo il malinteso: il vino biologico contiene solfiti, semplicemente entro limiti più bassi rispetto al convenzionale. Una parte della solforosa si forma naturalmente durante la fermentazione: un vino a zero solfiti totali, tecnicamente, quasi non esiste.

6. Il grado alcolico

Espresso in “% vol”. Nei vini d’altura come i nostri tende a essere più contenuto rispetto alle zone calde, semplicemente perché l’uva matura più lentamente e non accumula zuccheri all’eccesso. È uno dei motivi per cui i Chianti Rufina risultano spesso più beverini di quanto la loro struttura lascerebbe pensare.

7. Quello che l’etichetta non dice

Non dice come è stata potata la vigna, se si è raccolto a mano, quante volte si è passati tra i filari, se si è deciso di aspettare tre giorni in più rischiando la pioggia. Non dice se il produttore ha selezionato i grappoli migliori per la Riserva o se ha semplicemente affinato più a lungo lo stesso vino.

Queste cose non stanno sulla carta. Stanno nelle persone, e si scoprono solo in un modo.

Il modo

Venire in cantina e chiedere. Nelle nostre degustazioni guidate ad accoglierti trovi i produttori: le domande sull’etichetta sono tra le più belle che ci vengano fatte, perché a rispondere non c’è un ufficio marketing.

Domande frequenti

Cosa significa “imbottigliato all’origine”?

Che chi ha coltivato l’uva è anche chi ha fatto e imbottigliato il vino. È diverso da un imbottigliatore terzo o da un vino acquistato sfuso.

A cosa serve conoscere l’annata?

Dice in che fase della sua vita stai bevendo il vino e com’è andata la stagione. In quota, dove si vendemmia tardi, le annate si somigliano molto meno.

Il logo con la foglia verde cosa indica?

È il marchio europeo del biologico, accompagnato dal codice dell’organismo di controllo. Implica ispezioni annuali di un ente terzo in vigna e in cantina.

Prenota la tua esperienza a Frascole

Ti accogliamo direttamente noi, i produttori, nella saletta di degustazione o nella piccola corte della cantina, a Frascole di Dicomano (FI). Due formule, entrambe su prenotazione:

  • Degustazione vini e snack – 35 €/persona: visita dei vigneti e della cantina, degustazione guidata di 4 vini, olio extravergine con pane e uno snack di salumi e formaggi del territorio.
  • Degustazione vino e olio – 25 €/persona: degustazione guidata di 3 vini e dell’olio extravergine d’oliva biologico.
  • Per i più piccoli – 10 €/persona: degustazione di prodotti del territorio abbinata a succhi di frutta, acquistabile come extra di tutte le nostre degustazioni.

Hai un’idea particolare in mente? Costruiamo insieme una degustazione su misura. E se vuoi fare un regalo che si ricorda, c’è la gift card, valida un anno intero.

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Azienda Agricola Frascole – Frazione Frascole 27, 50062 Dicomano (FI). Aperti da lunedì a sabato, dalle 9:00 alle 18:00.

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