Nel mondo del vino esiste una guerra di religione tra chi difende i vitigni autoctoni e chi apprezza gli internazionali. Come tutte le guerre di religione, è più interessante da lontano che da vicino.
Sulle nostre colline convivono entrambi, e la ragione è pratica: rossi e bianchi nascono sia da vitigni autoctoni, come il Sangiovese e il Trebbiano, sia da alloctoni che, dall’incontro con questa terra, lasciano emergere caratteristiche intriganti.
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Gli autoctoni: chi c’era prima
Sangiovese
Il vitigno rosso identitario della Toscana e la spina dorsale del Chianti Rufina. È notoriamente sensibile al luogo: sposta la vigna di duecento metri di quota e ottieni un vino diverso.
A 300-500 metri, con l’escursione termica delle nostre notti, dà vini di colore non cupo, profumi che vanno verso la ciliegia e il floreale, tannino fine e chiusura sapida. Da lui nascono Frascole, la nostra etichetta d’identità, e Frascole Reserve, selezionata tra i grappoli più adatti a struttura e longevità.
Trebbiano
Il bianco storico di questa valle, che qui è vocata a questo vitigno da secoli. Sta nella vigna esposta a nord, sulle pendici più fresche, rivolta verso il monte Falterona, e dalle profondità del suolo attinge mineralità e sapidità.
Dal Trebbiano nascono tre cose molto diverse: In Albis, teso e diretto; In Albis on the peels, dopo molti giorni di macerazione; e il Vinsanto, che richiede oltre dieci anni. Un solo vitigno, tre destini.
Il Trebbiano ha una fama di anonimato che si è guadagnato altrove, dove è stato coltivato per quantità. Nelle condizioni giuste è un’altra cosa, ed è per questo che continuiamo a puntarci.
Gli alloctoni: chi è arrivato dopo
“Alloctono” significa semplicemente non originario del luogo. Merlot, Traminer e Sauvignon arrivano da altre tradizioni viticole, e sulle nostre colline mostrano comportamenti che nei loro territori d’origine non hanno.
Merlot
Il caso più interessante. In Toscana il Merlot ha spesso dato vini corretti ma intercambiabili, perché nelle zone calde matura troppo in fretta: zuccheri alti, acidità bassa, profumi di confettura.
Limine nasce da una piccola parcella al culmine della nostra terra, dove il sole insiste tutto il giorno ma altitudine e correnti fresche dal monte Falterona ne mitigano la potenza. In quelle condizioni il Merlot rallenta, conserva acidità, e dà un vino con la polpa che ci si aspetta ma con una tensione che di solito non ha.
Traminer e Sauvignon
Due bianchi aromatici che, in un contesto fresco e ventilato come il nostro, trovano condizioni molto diverse da quelle in cui vengono normalmente coltivati in Italia. Sono la parte più curiosa della gamma: quella in cui l’incontro tra un vitigno “straniero” e questa terra produce qualcosa che non assomiglia né all’uno né all’altra.
Perché ha senso tenerli insieme
Il punto non è la nazionalità del vitigno. Il punto è cosa fa in quel posto.
Un autoctono piantato dove non sta bene dà un vino mediocre con una bella storia. Un alloctono piantato dove trova condizioni interessanti dà un vino interessante. La domanda giusta non è “da dove viene questa varietà”, ma “cosa succede quando la metti qui”.
Su un crinale come il nostro, con esposizioni che cambiano nel giro di poche decine di metri e con un’altitudine che rende tutto più lento, ci sono nicchie diverse. Riempirle con vitigni diversi non è eclettismo: è agronomia.
Come si assaggia questa differenza
Il confronto più efficace, in degustazione, è mettere accanto Frascole e Limine: stesso suolo, stessa filosofia biologica, stessa mano, due vini che non si somigliano affatto. In cinque minuti si capisce cosa fa il vitigno e cosa fa il luogo.
Sui bianchi, il confronto è tra In Albis e In Albis on the peels: stesso vitigno, stessa vigna, due mondi diversi. Lì si capisce cosa fa la mano dell’uomo.
Sono i due esercizi che proponiamo più spesso a chi vuole capire davvero, e sono anche i motivi per cui una degustazione in cantina resta insostituibile: quelle bottiglie, aperte insieme e nell’ordine giusto, dicono più di qualsiasi articolo.
Domande frequenti
Quali vitigni coltivate?
Autoctoni come Sangiovese e Trebbiano, e alloctoni come Merlot, Traminer e Sauvignon, che dall’incontro con questa terra lasciano emergere caratteristiche intriganti.
Perché tenere insieme autoctoni e internazionali?
Perché su un crinale le condizioni cambiano in poche decine di metri. Riempire nicchie diverse con vitigni diversi non è eclettismo: è agronomia.
Qual è il confronto più interessante da assaggiare?
Frascole accanto a Limine: stesso suolo e stessa mano, Sangiovese e Merlot. In cinque minuti si capisce cosa fa il vitigno e cosa fa il luogo.
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Ti accogliamo direttamente noi, i produttori, nella saletta di degustazione o nella piccola corte della cantina, a Frascole di Dicomano (FI). Due formule, entrambe su prenotazione:
- Degustazione vini e snack – 35 €/persona: visita dei vigneti e della cantina, degustazione guidata di 4 vini, olio extravergine con pane e uno snack di salumi e formaggi del territorio.
- Degustazione vino e olio – 25 €/persona: degustazione guidata di 3 vini e dell’olio extravergine d’oliva biologico.
- Per i più piccoli – 10 €/persona: degustazione di prodotti del territorio abbinata a succhi di frutta, acquistabile come extra di tutte le nostre degustazioni.
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Azienda Agricola Frascole – Frazione Frascole 27, 50062 Dicomano (FI). Aperti da lunedì a sabato, dalle 9:00 alle 18:00.