Come si degusta l’olio extravergine: guida pratica in cinque passaggi

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Quasi tutti sanno, almeno per sentito dire, come si assaggia un vino. Quasi nessuno sa come si assaggia un olio, che pure entra in cucina ogni giorno e in quantità molto maggiori.

Il risultato è che compriamo olio quasi alla cieca, guidati dal prezzo e dall’etichetta. Ecco come si fa davvero, in cinque passaggi che si imparano in dieci minuti.

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1. Scaldalo in mano

Si versa un cucchiaio abbondante in un bicchiere piccolo — nell’assaggio professionale si usa un bicchierino blu, per non farsi influenzare dal colore — si copre con una mano e si tiene nell’altra, ruotando lentamente.

Il calore della mano porta l’olio intorno ai 28 gradi, la temperatura a cui i composti volatili si liberano meglio. Bastano un paio di minuti.

Nota importante: il colore non dice niente sulla qualità. Un olio verde intenso non è necessariamente migliore di uno più dorato. È per questo che i bicchieri professionali sono colorati.

2. Annusa

Si toglie la mano e si annusa profondamente. Un olio extravergine buono odora di vegetale: erba appena tagliata, foglia, carciofo, pomodoro verde, mandorla, a volte mela.

Questi sentori si chiamano “fruttato” e sono il primo indicatore di qualità. Un olio che al naso non dice niente è un olio stanco o vecchio.

Cosa non dovresti sentire: odore di muffa, di sedimento, di vino o aceto, di rancido — quel sentore di noci vecchie che tutti conosciamo e che molti considerano normale. Non lo è: è il difetto più diffuso in assoluto.

3. Assaggia con lo “strippaggio”

La parte che sembra ridicola e che è indispensabile. Si prende un piccolo sorso, si distribuisce in bocca, e poi si aspira aria a labbra socchiuse — producendo un rumore poco elegante.

Serve a nebulizzare l’olio e a portare gli aromi alla parte retronasale, che è dove si percepisce davvero il gusto. Senza questo passaggio si sente metà.

4. Cerca l’amaro e il piccante

Qui sta il cuore della questione, ed è il punto in cui la maggior parte delle persone cambia idea sull’olio.

L’amaro si sente a metà lingua. Il piccante arriva dopo, in gola, e può far tossire.

Non sono difetti. Sono i marcatori dei polifenoli, cioè delle sostanze antiossidanti che rendono l’olio extravergine quello che è: sono responsabili sia dei benefici nutrizionali sia della sua conservabilità.

Un olio dolce, morbido, che “non pizzica”, di solito è un olio povero di polifenoli: o perché le olive erano troppo mature, o perché è vecchio, o perché è stato prodotto male.

La frase “mi piace l’olio delicato, quelli che pizzicano non li sopporto” è, quasi sempre, l’abitudine a un olio scadente.

5. Valuta l’equilibrio

Un olio eccellente non è quello che pizzica di più: è quello in cui fruttato, amaro e piccante stanno insieme in modo armonico e persistono a lungo dopo la deglutizione.

La persistenza è l’ultimo indicatore: quanto dura la sensazione. Un olio buono resta.

I difetti più comuni, in breve

  • Rancido: odore di noci vecchie, di vernice. Olio ossidato, vecchio o mal conservato. Il più diffuso.
  • Riscaldo: olive rimaste ammassate troppo a lungo prima della frangitura.
  • Muffa: olive raccolte umide e conservate male.
  • Avvinato: sentore di aceto o vino, da fermentazioni indesiderate.

Quasi tutti questi difetti nascono nelle ore tra la raccolta e il frantoio. È per questo che a Frascole le olive sono raccolte e frante in giornata.

Provarlo qui

La degustazione dell’olio fa parte di tutte le nostre esperienze: sia della formula da 35 € con quattro vini e snack, sia di quella da 25 € con tre vini. Si assaggia con il pane, che è il modo tradizionale e il più immediato.

Il nostro olio extravergine è biologico come tutta la produzione, da olive coltivate naturalmente sulle alte colline e frante in giornata. Il periodo migliore per assaggiarlo è tra novembre e i mesi successivi alla raccolta, quando l’olio nuovo ha ancora tutta la sua vitalità.

Molti arrivano da noi per il vino. Poi assaggiano l’olio e ripartono con una latta.

Domande frequenti

Amaro e piccante sono difetti?

No, sono pregi: indicano la presenza di polifenoli, gli antiossidanti responsabili sia dei benefici nutrizionali sia della conservabilità dell’olio.

Il colore indica la qualità?

No, ed è per questo che nell’assaggio professionale si usano bicchieri blu. Un olio verde intenso non è necessariamente migliore di uno più dorato.

Qual è il difetto più comune?

Il rancido: quell’odore di noci vecchie che moltissimi considerano normale. È olio ossidato, vecchio o mal conservato.

Prenota la tua esperienza a Frascole

Ti accogliamo direttamente noi, i produttori, nella saletta di degustazione o nella piccola corte della cantina, a Frascole di Dicomano (FI). Due formule, entrambe su prenotazione:

  • Degustazione vini e snack – 35 €/persona: visita dei vigneti e della cantina, degustazione guidata di 4 vini, olio extravergine con pane e uno snack di salumi e formaggi del territorio.
  • Degustazione vino e olio – 25 €/persona: degustazione guidata di 3 vini e dell’olio extravergine d’oliva biologico.
  • Per i più piccoli – 10 €/persona: degustazione di prodotti del territorio abbinata a succhi di frutta, acquistabile come extra di tutte le nostre degustazioni.

Hai un’idea particolare in mente? Costruiamo insieme una degustazione su misura. E se vuoi fare un regalo che si ricorda, c’è la gift card, valida un anno intero.

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Azienda Agricola Frascole – Frazione Frascole 27, 50062 Dicomano (FI). Aperti da lunedì a sabato, dalle 9:00 alle 18:00.

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